Arrivo da un passato da balbuziente che a 14 anni mi ha portato a rinunciare al percorso scolastico.
Scelgo di chiudermi a lavorare in un bar insieme ai miei genitori, fino a quando a 36 anni scelgo di rimettere ordine nella mia vita iniziando dalla comunicazione liberandomi dalla gabbia della balbuzie. Da lì, il mio percorso è una rinascita. Ritorno a sognare e a inseguirli, i propri sogni.
Uno di questi? Da sempre appassionato di musica e teatro fisico, esploro e riscopro la mia Voce come strumento di espressione di me, ma anche di ispirazione: attraverso essa creo performance dando così la possibilità agli altri di “Entrare”, di giocare con i loro sogni. Spinto da questo desiderio di riaccendere nelle persone la magia della creatività, penso, scrivo e vado in scena con il delicato e denso monologo: “In principio era un Baby Parking”.
Sono fortemente convinto che credere nei propri sogni sia una delle risorse più importanti che l’essere umano ha.
Il racconto di una vita. Di un prima e di un dopo che non sembrano appartenere alla stessa persona: questa l’essenza del monologo di e con Roberto De Ruvo, «Per molto tempo sono rimasto fermo» – racconta Roberto che oggi è formatore, animatore e cantastorie – «fermo dentro qualcosa che credevo fosse ciò che desideravo. Ma continuavo a lamentarmi: “no, così non può andare”, “gli altri non mi capiscono”, “ho sbagliato tutto”, continuavo a rimbalzare e tornare indietro» – prosegue – «ad un certo punto mi son fermato, sono sceso dalla macchina della vita, ho fatto un giro e ho iniziato ad osservare, a vedere dove mi trovavo e ho capito chi non volevo essere: è stato proprio lì che ho scoperto la bellezza di buttarmi». Con un passato di balbuzie che lo limita in alcune scelte, Roberto si ritrova immerso in una esistenza che non gli appartiene del tutto. Poi la svolta. Qualcosa dentro di lui cambia ed è come svegliarsi da un torpore che lo ha tenuto ingabbiato per una vita. Al centro dello spettacolo ci sono i Sogni: sogni che si infrangono, sogni che si accantonano, sogni che non si vogliono guardare. Fino al momento in cui la verità chiede il conto e squarcia il velo di Maya, inducendo a creare il cambiamento e soprattutto a credere nei propri sogni. In principio è stato una Baby Parking…quello che seguirà è la trasformazione interiore che nasce dal desiderio di liberarsi dalle proprie paure e limitazioni, per permettere alla propria luce di risplendere.
#martaliberatutti